La sheet reputation - Inchiesta Gazzetta sulla morte della Turris: "Squadra esclusa tra mille misteri, giocatori costretti a dormire in macchina. E ci si allena ancora..."

Qualche mese fa, Ettore Capriola, dichiaratosi semplice “dirigente” davanti al Tribunale Federale ma di fatto amministratore della società che detiene la totalità delle quote della Turris (Sport and Leisure), accusava stampa e tifosi di danneggiare la reputazione del club. Ma oggi, con l'inchiesta della Gazzetta dello Sport, firmata da Nicola Binda, emerge ancora una volta una realtà completamente diversa: la gestione societaria scellerata ha trasformato quella "web reputation" tanto rivendicata in una vera e propria "sheet reputation".
L'articolo della Gazzetta racconta in modo dettagliato il dramma sportivo ed economico della squadra di Torre del Greco, esclusa dal campionato e travolta da debiti, misteri e decisioni incomprensibili.
Una squadra esclusa, ma che si allena ancora. Nonostante l’esclusione dal campionato, il cancello dello stadio Liguori è ancora aperto e la squadra continua ad allenarsi: "Il pullman ufficiale è parcheggiato accanto alla gradinata. Sul campo una dozzina di giocatori, dal capitano Luca Giannone al più famoso Marcello Trotta, si sta allenando. Insieme ci sono gli ultimi due tecnici, Andrea Juliano ed Ezio Forziati. Attorno i magazzinieri, il segretario, i preparatori e altri collaboratori. Tutto normale? No, perché la Turris è stata esclusa dal campionato". Giannone spiega la situazione: «Siamo atleti, cerchiamo di restare allenati», mentre qualcuno spera ancora in un ricorso, anche se appare ormai inutile.
Debiti, contratti misteriosi e giocatori abbandonati. L’inchiesta della Gazzetta mette in luce una serie di problemi finanziari e gestionali che hanno portato al disastro. La cessione delle quote societarie dall’ex presidente Antonio Colantonio all’imprenditore Ettore Capriola è avvenuta senza una due diligence, senza un’analisi approfondita dei conti. I problemi sono emersi subito: "La squadra di Conte ha cominciato il campionato senza diversi titolari per la mancata ratifica dei contratti. Altro mistero: al 30 agosto la Turris aveva contratti federali per 669.206 euro (più 414.910 di bonus), sotto il tetto del milione che impone la fideiussione integrativa". I giocatori non ricevono lo stipendio da ottobre e due giovani stranieri sono stati persino sfrattati: "Hanno dormito in macchina, senza avvisare per la vergogna". Nel frattempo, il bilancio del 30 giugno 2024 non è mai stato approvato e, secondo alcune indiscrezioni, il buco finanziario si aggirerebbe attorno a 1,5 milioni di euro.
Le scadenze non rispettate e la misteriosa gestione finanziaria. Il caos economico si riflette anche nelle scadenze federali mancate, che hanno portato alla definitiva esclusione della Turris: "Saltata la scadenza del 16 dicembre, non è stata rispettata nemmeno quella del 17 febbraio. Con un mistero nel mistero. I conti erano bloccati, sono stati messi sul piatto crediti d’imposta e la Covisoc ha faticato a verificare, prima di bocciare". Si parla di errori nei pagamenti bancari e di scelte discutibili, come la richiesta di licenziamento di giocatori per abbattere i costi, cosa non possibile in un contesto regolato dalla FIGC: "Pare che sarebbero bastati meno di 50mila euro per salvare l’attività della Turris. E invece...".
Il futuro: dalla scomparsa al possibile ritorno? L’esclusione della Turris significa ripartire dall’Eccellenza con una nuova società. Il capitano Giannone non si arrende: «Io sono pronto», ma il calcio a Torre del Greco potrebbe tornare con un colpo di scena: "Si sussurra che il Pompei (Serie D) possa spostarsi in città, cambiando nome: un club con una proprietà che sarebbe legata ai vecchi proprietari della Turris. Tutti d’accordo dunque? Mah...".
Intanto, il sindaco Luigi Mennella si dice deluso: "Anche da tifoso, ci sono rimasto male. La Turris la conoscono ovunque. Sapevo dei problemi, mi sono raccomandato coi dirigenti di sistemare tutto e mi hanno tranquillizzato."
Ora, l’attenzione è sul progetto della Cittadella dello Dport, con lo stadio al centro di interessi economici che, forse, hanno avuto un peso in questa vicenda. La Turris, simbolo della città del corallo, è sparita dal calcio professionistico, ma il motto locale dice "Post Fata Resurgo". Resta da vedere se e come Torre del Greco riuscirà a rialzarsi da quest’ennesima catastrofe sportiva.